A 40, a 50, a 60 anni, a qualsiasi età, in qualsiasi momento.
Di recente, sempre più persone si pongono la stessa domanda : “È possibile migliorare se stessi a questa età? “.
Questo tempismo non è una coincidenza.
Sentiamo il bisogno di reinventarci, di trovare una direzione professionale diversa da quella che abbiamo seguito e di fare qualcosa di nuovo. Vogliamo cambiare, ma non lo accettiamo. Questi sentimenti sono spesso accompagnati da uno stato di ansia e preoccupazione. Si teme di ingannarsi immaginando un cambiamento, si ha paura di non riuscire e non si ha fiducia in se stessi, nelle proprie risorse e nelle proprie capacità. Ci si può sentire smarriti nelle proprie idee, immaginando molti progetti ma non riuscendo a sceglierne uno. Ci si può sentire ancora più confusi e incapaci di avere una visione chiara
della nuova carriera. Basta fare un passo alla volta verso i propri obiettivi, affidarsi a un supporto professionale e seguire piccoli consigli pratici. Ecco alcuni consigli.
1) Esplorare se stessi e trovare la propria strada.
Il primo passo è il più importante : l’autoesplorazione. Bisogna comprendere più a fondo chi si è, cosa si vuole, cosa spinge a creare i propri interessi, le proprie passioni, i propri valori e la propria soddisfazione professionale.
2) Chiarire il proprio piano A e il piano B.
Una volta completata l’autoesplorazione, si dovrebbe essere in grado di delineare un piano professionale e un piano di riserva. Quest’ultimo non è un vero e proprio piano B, ma un secondo piano ugualmente sostenibile e interessate, che può essere attivato se il piano A non viene completato. Ad esempio, si potrebbe scoprire che il piano A consiste nel trovare un lavoro in un settore diverso da quello in cui si lavora, mentre il piano B consiste nell’avviare un’attività imprenditoriale indipendente. Oppure ci si può rendere conto che il piano A non consiste nel cambiare lavoro, ma nel bilanciare il lavoro con la vita privata.
3) Scoprire la propria occupabilità.
Una volta deciso il piano, è necessario verificare il mercato del lavoro e capire la propria occupabilità in relazione agli obiettivi professionali individuati sia nel piano A che nel piano B.
Quali sono i requisiti che si debbono avere per svolgere quel determinato lavoro?
Le competenze ed esperienze corrispondono a quanto richiesto dalla professione che si è scelta?
4) Costruite strumenti e commercializzate voi stessi.
Se la risposta alla domanda 3, è “si”, significa che il vostro desiderio di reinventarsi è allineato con il vostro specifico potenziale per raggiungere i vostri obiettivi. Ciò significa che è possibile sviluppare un piano d’azione efficace per commercializzarsi sia nel posto di lavoro prescelto, tra cui la stesura di un CV, l’analisi degli annunci di lavoro, la pianificazione del networking con i contatti chiave per raggiungere i propri obiettivi.
D’altra parte, se la risposta alla stessa domanda è negativa, non significa che non ci si possa qualificare, ma solo che il progetto formulato sarà rimandato per qualche tempo.
Potrebbe essere necessario adeguare le proprie competenze, chiamandole “upskilling”o “reskilling”aggiornamento nello stesso ambito e in ambiti diversi, oppure rivedere i propri piani.
Reinventarsi è possibile a qualsiasi età, ma farlo senza aiuto è molto complicato.